Piano Straordinario di Telerilevamento Ambientale

La GIA Consulting, grazie al progetto PST-A (Piano Straordinario di Telerilevamento Ambientale), ha realizzato un monitoraggio riguardante le deformazioni del terreno attraverso l’integrazione di diverse tecniche di telerilevamento, quali Interferometria satellitare, e indagini in situ.

Il PST-A, ai sensi della legge 179 del 31 luglio 2002 art. 27, è un Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare (MATTM), Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e Ministero della Difesa (MD) d’intesa con le Regioni e le Province Autonome. Ha avuto come obiettivo la realizzazione di una banca dati per il supporto ai processi decisionali in tutte le aree soggette al rischio di dissesto idrogeologico.

Il progetto è stato articolato in varie fasi, tutte gestite dalla GIA Consulting, che si è avvalsa della consulenza tecnico-scientifica del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e delle Risorse (DISTAR) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Innanzitutto sono state perimetrate le aree critiche, 100 frame (40 x 40 km) di immagini COSMO SkyMed, acquisiti dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) nell’ambito del progetto Map Italy, mediante la tecnica interferometrica PSP-IFSAR.

Successivamente sono stati individuati gli areali caratterizzati dalla presenza di PS (Persistent Scatterers) con velocità elevata, in geometria ascending e descending, in accordo con le Regioni e le Province interessate. Sono state così selezionate 249 aree distribuite su tutto il territorio italiano e coprendo circa 400 km2.

Lo staff tecnico della GIA si è occupato, in particolare, dell’analisi dei dati interferometrici ricadenti all’interno delle aree in esame finalizzata al riconoscimento e alla mappatura dei fenomeni franosi.

Dal confronto della mappa dei PS realizzate dalla GIA con le perimetrazioni delle frane censite dalle Autorità competenti – inventario IFFI (inventario dei fenomeni franosi) è stata estratta la mappa dei fenomeni franosi telerilevati.

Lo staff di geologi esperti della GIA Consulting, invece, ha individuato i “fenomeni franosi rilevati” eseguendo rilievi geomorfologici in situ. Il rilevamento di campagna dei fenomeni franosi è consistito nell’identificazione della tipologia e dello stato di attività delle frane e nella successiva digitalizzazione e rappresentazione cartografica in ambiente GIS.

Al fine di validare la metodologia interferometrica è stato operato un confronto tra la mappa dei fenomeni franosi derivante dall’analisi dei dati telerilevati e quella realizzata a seguito di osservazione diretta.

La Gia Consulting, applicando tale approccio, insieme a una funzione map-overlay del geoDSS (prodotto dalla stessa GIA) ha ottenuto, nell’ambito del PST-A, risultati significativi in termini di coincidenza tra gli eventi censiti con le due modalità di rilievo.